
Bullismo e Cyberbullismo
Seppure con caratteristiche e modalità diverse, il bullismo e il cyberbullismo sono due fenomeni strettamente collegati tra loro.
Il bullismo è un comportamento di aggressione e prevaricazione, singola o di gruppo, che viene esercitata da parte di bambini/ragazzi definiti bulli, in maniera continuativa nei confronti di bambini/ragazzi più deboli, definiti vittime. Il bullismo si manifesta attraverso premeditate e continue sopraffazioni e prepotenze di tipo fisico, verbale, psicologico. Per definirsi tale è necessario che l’azione perduri nel tempo e presenti uno squilibrio di forze tra i protagonisti (età, fisicità, ecc.).
I bambini vittime di bullismo soffrono di bassa autostima ed hanno un’opinione negativa di se stessi e delle proprie capacità. Quando vengono presi di mira dai bulli mettono in dubbio il proprio valore cadendo in intensi stati d’ansia e frustrazione. Si ritrovano in balia del bullo che non sanno come affrontare.
I bulli, all’opposto, hanno una grande autostima, sono ottimisti e sanno gestire conflitti e situazioni negative. Presentano, tuttavia, elementi narcisistici e manie di grandezza; la popolarità aumenta l’autostima e l’uso di condotte aggressive (perché il bullo non ha paura di essere rimproverato). La percezione di sé, però, può nascondere una bassa autostima per quanto riguarda l’ambito scolastico, quello familiare e quello delle emozioni.
Il cyberbullismo indica una nuova forma di bullismo e di molestia che avviene su internet con l’uso di strumenti tecnologici come le e-mail, le chat, i blog, i telefoni cellulari, i siti web.
Le caratteristiche specifiche del cyberbullismo sono:
- ANONIMATO: il bullo può nascondersi dietro uno schermo, umiliare la vittima e divulgare materiale offensivo a un vasto pubblico in modo anonimo (l’anonimato è tuttavia una convinzione illusoria, essendo ormai rintracciabile ogni comunicazione online). Tale illusione dà al giovane la possibilità di sfogare aspetti della personalità che non avrebbe altrimenti mostrato;
- PERVASIVITÀ: la vittima è perennemente a rischio di bullismo vista la presenza di dispositivi sempre connessi;
- DIFFUSIONE: una volta che un messaggio o una foto sia stata postata su un sito è molto difficile eliminare la traccia definitivamente; basta un click perché il materiale venga diffuso.
Alla base del cyberbullismo si possono identificare alcuni fattori: l’effetto disinibitorio online, la transizione dell’identità da un sé privato a un sé sociale e lo scarso controllo da parte delle figure genitoriali.
I segnali per riconoscere la vittima del cyberbullismo sono:
- uso eccessivo di internet;
- rifiuto di usare internet;
- lunghe chiamate telefoniche senza dire chi sia l’interlocutore;
- disturbi del sonno;
- disturbi dell’alimentazione;
- disturbi psicosomatici (mal di testa, mal di pancia, ecc.);
- perdita dell’interesse in attività con altri studenti;
- chiamate frequenti da scuola per essere riportati a casa;
- bassa autostima;
- perdita di denaro;
- perdita di oggetti personali.
Esistono differenti tipologie di cyberbullismo:
- Flaming (battaglia verbale online): consiste in brevi scambi violenti tra vari protagonisti. I messaggi sono composti da insulti con contenuto volgare. Il flaming si pratica generalmente all’interno di social o per sms.
- Harassment (molestia): consiste nell’invio continuo e reiterato di messaggi offensivi e violenti. Ciò che distingue l’harassment dal flaming è il suo carattere fortemente persecutorio.
- Cyberstalking (persecuzione telematica): consiste nell’invio di molestie insistenti e intimidatorie tali che la vittima inizia a temere per la propria incolumità fisica (si verifica frequentemente a seguito di una rottura sentimentale).
- Put down: il termine designa una sola azione capace di generare effetti demolitori della reputazione della vittima, ad esempio la pubblicazione di video intimi all’interno dei social con conseguenti commenti crudeli, calunniosi o diffamatori.
- Impersonation (sostituzione di persona): consiste nell’usurpare l’identità di una persona per danneggiarla, ad esempio violandone l’account al fine di farsi passare per questa e inviare messaggi ingiuriosi che creino problemi alla persona stessa (bullismo per procura).
- Exclusion: è una forma di ostracismo. Una persona è intenzionalmente estromessa da un gruppo online, da una chat o altre attività, al fine di ferirla.
- Outing o trickery (inganno): è l’insieme dei mezzi con cui delle informazioni a carattere intimo o confidenziale sono rese pubbliche. Può trattarsi della divulgazione di un segreto, di una confidenza spontanea o di fotografie o video riservati, senza il permesso dell’interessato.
- Cyberbashing: è la forma di cyberbullismo più frequente. Ha inizio nella vita reale, dove la vittima viene aggredita mentre altri riprendono la scena con lo smartphone, per postarla successivamente su internet dove chiunque è libero di condividerla, commentarla o votarla.
- Happy slapping (schiaffo allegro): è una recente forma di cyberbullismo in cui un gruppo di ragazzi si diverte tirando ceffoni a sconosciuti, riprendendo il tutto con gli smartphone. Oggi ha assunto forme più drammatiche: consiste in una registrazione, successivamente pubblicata in rete, durante la quale la vittima è ripresa mentre subisce diverse forme di violenza, sia psichiche che fisiche, per ridicolizzarla, umiliarla e svilirla.
- Sexting: è la forma più dilagante tra i giovani, con una prevalenza maschile. Consiste nell’invio di immagini o video a sfondo sessuale che vengono poi utilizzati a scopi estorsivi da parte dei cyberbulli. È un fenomeno recente ma molto comune negli adolescenti, quando si trovano nella fase di scoperta della propria identità e sessualità.
- Grooming (adescamento): è una tecnica di manipolazione psicologica che i potenziali abusanti utilizzano per indurre i ragazzi o le ragazze ad instaurare con loro relazioni intime e sessuali. Gli abusanti utilizzano le chat, gli sms, i social network per entrare in contatto con la vittima.
- Fat shaming (vergogna del grasso): è un recente meccanismo per cui si mette un ragazzo/a obeso/a o fortemente in sovrappeso in uno stato in cui dovrebbe vergognarsi del suo peso, attraverso un uso distorto e denigrativo di applicazioni e social network, come Facebook, WhatsApp e Snapchat.
L’aggressione verbale online provoca in chi la subisce quantomeno un sintomo di stress fino ad arrivare a fughe virtuali di tipo autistico interattivo, casi di dipendenza ed episodi di trance dissociativa che rappresentano un modo per compensare un vissuto di solitudine.
Effetti del bullismo/cyberbullismo
Questi fenomeni possono ridurre drasticamente l’autostima della vittima, aumentandone l’insicurezza e la tendenza all’isolamento. Quando si verifica nell’infanzia, può interferire con lo sviluppo delle abilità sociali e delle relazioni.
Le vittime generalmente temono di rivivere in futuro esperienze di bullismo e, in certi casi, possono incorrere in problemi psicopatologici (attacchi di panico, disturbi d’ansia o depressivi) e tentare il suicidio.
Persino i bulli vanno spesso incontro a difficoltà relazionali e sociali nel corso della loro vita, esponendosi più frequentemente a pericoli derivanti da comportamenti illegali, uso di sostanze, ecc. Anche se i loro comportamenti non destano particolare attenzione da un punto di vista legale, i bulli spesso non possiedono quelle abilità sociali necessarie ad introdursi e mantenersi serenamente negli ambienti di lavoro o all’interno di relazioni amicali e affettive significative.
Interventi psicologici
Bulli e vittime possono trovare un sostegno e un’opportunità di cambiamento in percorsi psicologici (sostegno psicologico e psicoterapia). In genere gli interventi sono di tipo individuale e con i genitori, ma coinvolgono anche la scuola e il gruppo classe.
Gli interventi di aiuto individuale per i bulli possono aumentare le loro competenze emotive (e soprattutto il riconoscimento emotivo dell’altro), sollecitare la responsabilità individuale e le azioni prosociali, ridurre le risposte aggressive e rinforzare i comportamenti positivi. L’intervento individuale può aiutare i bulli a comprendere il senso del loro modo di agire e relazionarsi e fornire un clima di fiducia e accettazione incondizionata all’interno del quale possano permettersi di tirar fuori, riconoscere e apprezzare le debolezze, le incertezze e le difficoltà.
L’intervento individuale sulle persone vittime di bullismo/cyberbullismo può invece aiutarle a:
∙ migliorare l’autostima e l’autoefficacia;
∙ ridurre i sentimenti di vergogna, frustrazione e impotenza che, se espressi e condivisi con altre persone in grado di accogliere e comprendere, possono liberare la vittima da un grande peso;
∙ aiutarle ad accettarsi e ad essere accettate dai compagni;
∙ migliorare la comunicazione e il modo di relazionarsi.
I risultati di questo lavoro si ripercuoteranno positivamente anche sull’autostima, poiché un contesto terapeutico attento è in grado di aiutare il bambino a trarre beneficio dalle esperienze negative e spiacevoli – attraverso una nuova forza e nuove risorse personali – e di incidere sui contesti di vita per renderli più rispondenti alle proprie esigenze.
