
Psicoterapia individuale
La psicoterapia è un processo di cura basato sulla relazione tra la persona che chiede aiuto e lo psicoterapeuta. Scopo della psicoterapia è la riduzione del disagio psichico e la modificazione di alcuni aspetti della personalità, al fine di migliorare il benessere psicologico, fisico e sociale dell’individuo.
L’approccio psicoterapeutico che propongo è quello rogersiano, centrato sulla persona, di orientamento umanistico, che ha fiducia nelle potenzialità dell’individuo al cambiamento.
In base a tale approccio, lo scopo del terapeuta è creare le condizioni necessarie per provocare una modificazione costruttiva della personalità le quali, prese assieme, appaiono sufficienti per iniziare un tale processo.
Le condizioni individuate da Rogers sono tre:
- Congruenza o autenticità: è una condizione di base che riguarda il terapeuta il quale, per essere efficace, deve essere in contatto con la sua esperienza e il suo vissuto, ed essere trasparente nella relazione, mostrandosi per ciò che realmente è, senza nascondersi dietro il ruolo che ricopre. Questo significa anche, eventualmente, comunicare quello che il cliente suscita in lui, facendo però attenzione che tale comunicazione sia nell’interesse del cliente stesso e non soddisfi semplicemente un proprio bisogno. “Nella relazione il terapeuta è liberamente e profondamente se stesso, e la sua esperienza reale è fedelmente rappresentata nella coscienza. Non assume perciò, in nessun caso, consciamente o inconsciamente, atteggiamenti di circostanza” .
- Accettazione positiva incondizionata dei vissuti e delle esperienze del cliente: è la capacità del terapeuta di accettare la realtà dell’altro (astenendosi da ogni forma di interpretazione e giudizio) e di valorizzarlo per ciò che è, anche se porta valori e una visione del mondo profondamente diversi dai propri. Il che non significa condividere o approvare in modo acritico idee, opinioni e sentimenti diversi, ma riconoscere all’altro la libertà di provarli. È una forma di rispetto profondo che favorisce nella relazione la possibilità di una vera comprensione: pur non approvando un certo comportamento, questo non diminuisce il rispetto che il terapeuta ha per il cliente. “Il terapeuta sperimenta una considerazione positiva incondizionata nella misura in cui sente di accettare con calore ogni aspetto dell’esperienza del cliente, in quanto parte essenziale di esso … Significa che non vengono poste condizioni per l’accettazione […] È l’opposto dell’atteggiamento di valutazione selettiva” (C. Rogers, 1970).
- Empatia: è la capacità del terapeuta di sintonizzarsi con il cliente e comprenderlo sia sul piano cognitivo sia su quello emotivo, mettendosi nei suoi panni ‘come se’ fosse il cliente, senza mai perdere questa condizione del ‘come se’ perché l’empatia è capacità di ascolto, di lettura delle emozioni dell’altro e non identificazione del terapeuta con il cliente.
Questa capacità di sentire il mondo dell’altro e di accettarlo in quanto unico ed irripetibile è connessa alla sospensione del giudizio e di ogni forma di interpretazione e genera quel particolare senso di riconoscimento che fa sentire il cliente visto per davvero.
“Sentire il mondo personale del cliente ‘come se’ fosse nostro, senza però mai perdere questa qualità del ‘come se’, questa è empatia: sentire l’ira, la paura, il turbamento del cliente, come se fossero nostri, senza però aggiungervi la nostra ira, la nostra paura, il nostro turbamento”.
(C. Rogers, 1970)
Infine, è rilevante per il buon “funzionamento” della relazione che vi sia l’esperienza del cliente dell’autenticità del terapeuta, dell’accettazione e dell’empatia, sia pure solo in grado minimo; senza tale condizione non si instaurerà una relazione di fiducia e collaborazione e diventerà difficile procedere verso una più profonda consapevolezza e una adeguata congruenza.
“Mi sono reso conto chiaramente che non produce alcun frutto, a lungo andare, nei rapporti interpersonali, comportarsi come se si fosse diversi da come si è”.
(C. Rogers)
Quando il cliente avverte, sia pure in misura minima, l’autenticità del terapeuta, l’accettazione e l’empatia che quest’ultimo prova nei suoi confronti, si sentirà più aperto a sperimentare nuove esperienze e si verificheranno uno sviluppo della sua personalità ed una modificazione del suo comportamento.
Tali condizioni, tuttavia, non devono essere considerate né tecniche né metodi, quanto piuttosto un modo di essere del terapeuta con il cliente. Sono qualità personali umane, qualcosa che il terapeuta vive, non qualcosa che conosce. Le tecniche sono utili ma non efficaci se disgiunte dalle qualità umane di chi ascolta.
Sono gli atteggiamenti e i sentimenti del terapeuta, piuttosto che i suoi orientamenti teorici, ad essere importanti nella relazione terapeutica; è la percezione che il cliente ha dell’atteggiamento o delle tecniche del terapeuta ad essere cruciale per la riuscita della terapia.
Le tre condizioni (congruenza, accettazione positiva incondizionata, empatia) sono dunque gli elementi necessari e sufficienti per favorire il cambiamento costruttivo e portare alla creazione di ciò che Carl Rogers definì “vita piena”:
“È un processo, non uno stato. È una direzione, non una destinazione. La direzione propria della ‘vita piena’ è quella scelta dall’intero organismo quando dispone della libertà psicologica di muoversi in qualsiasi direzione … La vita piena, secondo la mia esperienza, è il processo evolutivo volto nella direzione ben precisa che l’organismo umano sceglie quando è intimamente libero di muoversi in qualsiasi direzione”.
La psicoterapia, facilitando la percezione delle emozioni e delle parti del Sé negate o distorte, produce un cambiamento nei comportamenti e il superamento di schemi rigidi di sentire. La persona pienamente funzionante, come descritta da Rogers, è una persona che è in contatto con i suoi sentimenti e desideri più profondi ed intimi e che si muove dalla fissità di pensiero e staticità di vita alla fluidità e all’apertura all’esperienza, diventando essa stessa un processo. L’individuo ritorna a percepire la possibilità di un benessere caratterizzato da una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, da un sano riconoscimento dei propri limiti e dall’aumento della libertà personale e della fiducia in sé; diventa così possibile vivere e condividere gli aspetti positivi che la vita ci offre, adattarci ai suoi mutamenti e ritrovare il coraggio della responsabilità di compiere scelte autonome.
Una terapia rogersiana si considera conclusa quando il cliente ha acquisito la capacità di essere in contatto con la sua esperienza e di provare ed accettare pienamente tutti i propri sentimenti e le proprie reazioni perché è questo che gli permetterà di fare scelte che siano profondamente ed autenticamente sue.
Le sedute hanno una durata di 60 minuti ed una frequenza settimanale; tale frequenza assicura una presenza attendibile del terapeuta e garantisce continuità di rapporto e di lavoro psicoterapeutico. Tempi più lunghi potrebbero creare una situazione in cui il cliente sente di dover ogni volta ricostruire la relazione.
