
Disturbi d’Ansia
I Disturbi d’Ansia sono una categoria di disturbi specifici che hanno a che fare con la paura immotivata ed eccessiva degli stimoli che arrivano dall’esterno (luoghi, persone, animali) o dall’interno (sensazioni fisiche).
Le persone che ne soffrono tendono ad avere paura di cose particolari delle quali, di solito, non hanno paura gli altri e che loro stessi non temevano in passato, oppure hanno paura in modo esagerato di cose che normalmente tendono a metterci in allerta, ma non a spaventare tanto da scappare o evitare di entrarci in contatto.
Ansia Generalizzata
Il Disturbo d’Ansia Generalizzata è contrassegnato dalla presenza di un’ansia diffusa a molte circostanze della vita quotidiana di una persona (famiglia, denaro, salute personale), assai pervasiva e difficilmente controllabile, benché le preoccupazioni siano generalmente percepite come sproporzionate rispetto agli eventi che la persona teme.
La persona con Disturbo d’Ansia Generalizzata sperimenta un costante stato d’ansia caratterizzato da attesa apprensiva con anticipazione pessimistica di eventi negativi o catastrofici di ogni genere e natura.
Sono inoltre frequenti sintomi somatici come sudorazione, vampate, batticuore, nausea, diarrea, bocca secca, nodo alla gola. Talvolta vengono lamentati dolori muscolo-scheletrici, come tensione (soprattutto alla nuca e al collo), tic, tremori, affaticabilità. La tensione muscolare può inoltre esprimersi con manifestazioni algiche diffuse o cefalee.
I soggetti con questo disturbo sono spesso irritabili, irascibili, incapaci di rilassarsi e persino di mantenere la concentrazione; sono descritti come persone irrequiete, distratte e impazienti. Frequentemente soffrono di insonnia e rimuginano sull’eventualità di disgrazie incombenti, per sé ed altri. Il disturbo – tendenzialmente cronico e di lunga durata – può facilmente essere accompagnato da depressione e portare a un abuso di alcol, caffeina, stimolanti e altre sostanze.
La prevalenza del disturbo d’Ansia Generalizzata nell’arco della vita è abbastanza elevata, dato che lo si riscontra nel 5% della popolazione.
Esordisce, tipicamente, durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta, benché molte delle persone che ne sono affette riferiscano di averne sempre sofferto.
Cura del Disturbo d’Ansia Generalizzata
La cura del Disturbo d’Ansia Generalizzata prevede, in genere, due possibili percorsi terapeutici: la psicoterapia e la terapia farmacologica (prescritta da un medico psichiatra). La terapia più efficace risulta un trattamento integrato tra psicoterapia e terapia farmacologica. Quest’ultima, tuttavia, è consigliabile solo nella prima fase della psicoterapia e solo in presenza di sintomi depressivi tali da interferire con lo svolgimento della stessa.
La psicoterapia è un percorso fatto dal cliente insieme allo psicoterapeuta che ha lo scopo di curare il disturbo d’ansia generalizzata attraverso la relazione terapeutica, il confronto, l’analisi dei vissuti emotivi e psichici e l’applicazione di tecniche specifiche, al fine di indurre nel cliente uno stato di rilassamento. Tra queste tecniche possono risultare utili il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson e il Training Autogeno poiché molte persone lamentano alti livelli di tensione muscolare e tali tecniche possono appunto rappresentare un’abilità in grado di aiutarle a tenere sotto controllo i sintomi somatici.
Fobia Sociale
La Fobia Sociale è un disturbo d’ansia caratterizzato da ansia significativa indotta dall’esposizione a determinate situazioni interpersonali o di prestazione in pubblico, nelle quali l’individuo è esposto al possibile esame degli altri.
La caratteristica principale è la paura di essere criticati durante azioni o compiti di vario genere e di essere soggetti alla valutazione delle altre persone.
Due aspetti cruciali alla base di questo timore sono il forte desiderio di dare una buona impressione agli altri e contemporaneamente una grande incertezza rispetto al raggiungimento di tale scopo.
Anche se una certa agitazione ed apprensione in situazioni sociali è del tutto comune, gli individui con fobia sociale presentano così tanta ansia che evitano la maggior parte delle situazioni sociali o vi si espongono con enorme sofferenza.
Alcune forme di Fobia Sociale sono legate a specifiche situazioni di prestazione, per cui il soggetto presenta ansia solo quando deve effettuare un’attività particolare in pubblico. La stessa attività eseguita da solo non produce disagio.
Un tipo più grave di Fobia Sociale è caratterizzato da ansia estrema nella maggior parte delle situazioni interpersonali o pubbliche.
In entrambe le forme del disturbo, ad ogni modo, l’ansia deriva dall’aspettativa che, se le proprie prestazioni risulteranno inadeguate o insoddisfacenti, ci si sentirà umiliati e imbarazzati.
I sintomi sperimentati sono quelli dell’ansia e soprattutto quelli della vergogna:
∙ aumento del battito cardiaco
∙ rossore del volto
∙ eccessiva sudorazione
∙ secchezza delle fauci
∙ difficoltà a deglutire
∙ contrazioni muscolari
∙ tremori
∙ malessere gastrointestinale
Come si manifesta
Le persone con Fobia Sociale presentano allarme e disagio in situazioni le più disparate:
∙ parlare in pubblico;
∙ effettuare delle attività sotto lo sguardo altrui (ad esempio, leggere in chiesa, mangiare insieme ad altre persone, firmare un documento davanti a degli osservatori);
∙ utilizzare un bagno pubblico;
∙ conoscere nuove persone;
∙ esprimere la propria opinione in gruppo;
∙ prendere la parola in una riunione.
Le preoccupazioni che gli individui con Fobia Sociale sperimentano fanno riferimento al temere che:
∙ Le loro prestazioni o azioni appariranno agli occhi degli altri inadeguate e/o ridicole.
∙ La loro ansia sarà evidente per il fatto che potrebbe capitare di sudare, arrossire, tremare o parlare con voce incerta e che tutti si accorgeranno di ciò e li giudicheranno.
∙ Potrebbero perdere il filo del discorso e non ricordare più nulla di ciò che avevano da dire.
∙ Potrebbero apparire come deboli di carattere, eccessivamente dipendenti dal giudizio degli altri, disposti alla sottomissione.
Il soggetto si impegna sistematicamente ad evitare le brutte figure (non dare segni di vergogna).
I comportamenti maggiormente messi in atto, in modo più o meno marcato, sono:
∙ l’evitamento di situazioni, comportamenti, luoghi, contesti, persone che possono elicitare le situazioni temute;
∙ tentativi di minimizzare e/o nascondere il proprio disagio e la propria ansia (comportamenti protettivi), al fine di non apparire inadeguati.
Le cause che portano a sviluppare una Fobia Sociale non sono ancora del tutto comprese. Come per altri disturbi psichiatrici, comunque, le cause del disturbo sono multifattoriali e comprendono una vulnerabilità temperamentale, eventi di vita avversi e situazioni sociali predisponenti.
L’ansia sociale sembra essere collegata a comportamenti appresi in passato, in genere in età infantile, in persone predisposte. Esperienze negative nel passato, come essere oggetto di umiliazione pubblica, di critica o di aggressione, possono portare a sviluppare il disturbo.
Gli individui con Fobia Sociale spesso sono caratterizzati da una bassa autostima, alti livelli di autocritica ed elevata paura del rifiuto e del giudizio altrui.
Le Fobie Sociali sono abbastanza comuni, con un tasso di prevalenza nell’arco della vita pari all’11% negli uomini e al 15% nelle donne.
Il loro esordio è spesso localizzato durante l’adolescenza, quando la consapevolezza sociale e l’interazione con gli altri assumono un’importanza molto maggiore nella vita della persona.
Non è raro che tali paure si manifestino anche tra i bambini.
Cura e trattamento
I sintomi e il disagio legati alla Fobia Sociale tendono a cronicizzarsi e a persistere nel tempo se non si interviene, inducendo chi ne soffre ad evitare le attività a cui vorrebbero al contrario partecipare.
La psicoterapia ha come obiettivo principale quello di aiutare la persona ad accettare un livello maggiore di rischio della brutta figura.
Questo lavoro passa attraverso varie fasi terapeutiche, alcune delle quali riguardano:
∙ la modificazione delle rappresentazioni dell’individuo;
∙ la correzione delle credenze patogene;
∙ gli interventi volti all’accettazione della brutta figura o del rischio di brutta figura;
∙ l’esposizione alle situazioni temute;
∙ l’incremento di abilità sociali;
∙ il training dell’assertività;
∙ la riduzione della vulnerabilità al giudizio negativo degli altri e alla vergogna.
Contemporaneamente a ciò, la persona sarà stimolata ed aiutata a riprendere in mano aspetti della vita messi da parte (rapporti sociali, passioni, lavoro, ecc.).
Attacchi di Panico
Gli Attacchi di Panico, detti anche crisi di panico, sono episodi di improvvisa ed intensa paura che causano una notevole angoscia a chi li subisce.
Un attacco di panico in genere dura tra i 5 e i 20 minuti, anche se saltuariamente può durare di più. Durante tale periodo di tempo i livelli di ansia sono molto forti e il soggetto è convinto che sia a serio rischio la propria incolumità.
Spesso un attacco di panico non è preceduto da nessun sintomo in particolare. Per tale motivo la persona vive in una costante “paura della paura”. Tuttavia, l’inaspettata manifestazione del panico ha sempre un fattore scatenante, anche quando l’individuo non è in grado di riconoscerlo come tale.
L’attacco di panico va naturalmente in remissione. I sintomi, infatti, dopo una ventina di minuti spariscono lasciando il soggetto in uno stato di profondo sbigottimento e allarme. Attraverso tecniche di controllo del respiro è comunque possibile limitare la durata degli attacchi o impedirne l’insorgenza.
In genere il disturbo si cronicizza e la persona tende ad evitare luoghi e situazioni dove immagina sia più probabile incorrere in un attacco di panico senza che vi sia la possibilità di essere soccorsa (Disturbo da Panico con Agorafobia).
Ciò induce all’isolamento e al ritiro dalla vita sociale e dalle normali attività in un circolo vizioso che alimenta la paura.
Sintomi fisici
I sintomi fisici più comuni sono:
- palpitazioni, tachicardia
- sudorazione improvvisa
- brividi o vampate di calore
- tremori fini o grandi scosse
- sensazione di soffocamento
- dolore o fastidio al petto
- nausea o disturbi addominali
- vertigini e capogiri
- parestesie (sensazioni di intorpidimento o formicolio)
Inoltre, durante l’esperienza del panico, si possono avere le seguenti sensazioni:
- paura di perdere il controllo o di impazzire;
- sensazione di morte imminente;
- sensazione che qualcosa di orribile stia per succedere;
- depersonalizzazione: è un’alterazione nella percezione e nell’esperienza di sé che determina una sensazione di distacco, per cui la persona diventa osservatrice dei propri processi mentali e del proprio corpo;
- derealizzazione: è un’esperienza relativa al mondo esterno, che appare strano, distorto e irreale agli occhi dell’individuo. Quest’ultimo, dunque, sperimenta un distacco nei confronti delle persone, degli oggetti e dell’ambiente che lo circonda.
Cura dell’Attacco di Panico
Per il trattamento del Disturbi di Panico e per la gestione degli attacchi di panico è possibile affrontare un percorso di psicoterapia.
Attraverso esercizi di rilassamento, di gestione e controllo del respiro, uniti ad un lavoro su pensieri e idee disfunzionali, è possibile superare il Disturbo di Panico e ritrovare un senso di benessere e di autoefficacia.
Parte fondamentale del processo di cura è la psicoeducazione, che consiste nel fornire informazioni cliniche sugli attacchi di panico, sulla loro non pericolosità e sui meccanismi che spesso mantengono e sostengono il disturbo.
Vengono fornite informazioni su strategie per controllare il disturbo (ad es.: respirare dentro un sacchetto di carta aiuta a ridurre l’intensità dei sintomi del panico), vengono affrontate le principali paure e vengono sfatati molti miti (ad es., l’attacco di panico non è pericoloso o non significa che il soggetto stia impazzendo). Inoltre vengono prese in esame le principali strategie maladattive del soggetto per aiutarlo a riappropriarsi della propria quotidianità.
